
VIVIT: VIGNE, VIGNAIOLI, TERROIR. Produzione enologica biologica e biodinamica al Vinitaly 2012
La tendenza o la nicchia dei vini prodotti da agricoltura biologica e biodinamica, al di là dei precocetti e dell’appartenenza a schieramenti ideologici non è da sottovalutare e anche Vinitaly ci pensa.
A Vinitaly infatti, grazie a ViVit, quest’anno si avrà la possibilità di valutare il vino prodotto da agricoltura biologica e biodinamica. I vini che verrano presentati dovranno essere supportati da una specifica autocertificazione delle 125 aziende proponenti, molto restrittiva sui metodi di produzione dal vigneto alla cantina. Verrà così garantita la rispondenza ai canoni delle pratiche culturali biologiche e biodinamiche oltre che le pratiche di cantina coerenti con il massimo rispetto del terroir, dell’annata e del vitigno.
Dopo gli interessanti scambi di opinione che si potranno intrecciare con i produttori e dopo aver appagato la curiosità di degustare i vini proposti, ci potremo ritrovare a commentare quali particolarità saranno emerse e quale futuro si potrà prevedere per queste esperienze enologiche.
Per incominciare, un Franciacorta a “luci psichedeliche”, proseguire con un profumatissimo calice di Verdeca e, dopo aver vissuto le sensazioni del terroir di langa, terminare con un possente ed infinito Primitivo.
Questo è stato il nostro Vinitaly!
Eravamo giunti, io e il mio fotogiornalista Mario, in compagnia di altri quattro “visitors”, con l’intento professionale di contattare e scoprire nuove realtà, invece che di assaggiare vino; cosa che volevamo riservarci, in maniera più slow, successivamente, passata la kermesse veronese, in prefissati e ben organizzati incontri a casa dei produttori.
prosegue il resoconto ...
Stremati dalla giornata in fiera, Vinitaly è sempre occasione di incontri e di degustazioni molto interessanti, ma arrivati alle cinque del pomeriggio, ti viene voglia di scappare, anche per evitare di rimanere due ore in coda all’uscita dai parcheggi.
Ci si avvia verso l’uscita e come da tradizione, si attraversa, distratti, i padiglione Agrifood e Sol, ma anche qui le sorprese non vengono a mancare, risvegliandoci dal torpore post-vinitaly.
Il Club degli Esperti Degustatori
L’Associazione nasce al Vinitaly, alla fine degli anni novanta, durante l’appassionante degustazione di un gruppo di amici, sommelier ed esperti degustatori, chiamata inizialmente Associazione Degustatori Italiani gli viene successivamente aggiuto la denominazione “Sommelierclub”.
Il club muove i suoi primi passi in Lombardia ed in Piemonte, con iniziative enogastronomiche locali; nel 2008 viene riorganizzata e prende il via anche la sua attività in ambito formativo.
Oggi, grazie alla collaborazione di molti sommelier, degustatori ed amici, veri appassionati che si identificano nelle finalità dell’associazione, favoriti dalla diffusione tramite i socialnetwork (come ad esempio Facebook) , Sommelierclub sta vivendo una vera rivoluzione e vi sono molte richieste per la creazione di delegazioni periferiche.
Una particolarità nel modo del vino
Nel variegato scenario dei grandi nomi del vino, presenti a Vinitaly, spicca un’azienda per la sua unicità, si tratta della Giordano Vini, azienda piemontese che dagli inizi del 1900, persegue con successo l’obiettivo di offrire vini tipici, di qualità, direttamente a casa del consumatore.
La Giordano Vini ha la sua sede storica nelle langhe, in località Valle Talloria di Diano d’Alba, territorio altamente vocato nella produzioni di eccellenze enologiche e gastronomiche.
La particolarità di questa storica azienda è rappresentata dalla metodologia di vendita che da sempre è diretta al consumatore finale, offrendo un’ampia scelta di vini di qualità...
Lorenzo Zonin riflette sullo stile del vino e del suo produttore
Anche i produttori hanno un'anima: ebbene si, è vero! Troppo spesso, quando teniamo in mano una bottiglia di vino, non ci soffermiamo a riflettere su tutto ciò che ha permesso la produzione del meraviglioso nettare...
l'alta qualità della tradizione italica
La Enogastronomia italiana si colloca fra le principali aree d’interesse nel panorama del turismo in Italia. Il turista, italiano e non, va alla ricerca di prelibatezze tradizionali. La gastronomia e l’enologia sono il collante per questo viaggiatore del gusto. Anni fa la vendemmia si associava solo alla produzione del vino, era un momento di lavoro; oggi è anche occasione per riscoprire fragranze alimentari quasi dimenticate.
Nasce la prima "Università del Vino"
Nell'Oltrepo Pavese la nuova realtà in campo enologico
n Oltrepo Pavese, a Riccagioia, nel comune di Torrazza Coste (Pavia), nasce il centro di formazione dei manager del vino.
Grazie alla collaborazione delle università di Pavia e di Milano, nell’ambito di un progetto regionale.
In Oltrepo Pavese, zona di antica tradizione enologica, presso la tenuta Riccagioia di proprietà dell’Ersaf, Ente Regionale per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste, ci sarà la prima scuola dei manager del vino. L’università di Pavia e la Statale di Milano con il Consorzio di tutela dei vini dell’Oltrepo, la Camera di Commercio e la Provincia di Pavia, le cantine sociali e le organizzazioni agricole dell’Oltrepo, hanno prestato le loro sinergie per la creazione della prima università italiana del vino, la scuola d’eccellenza per i manager del vino