
Il vino Novello: espressione della moderna enologia, dalle origini che si pérdono nella notte dei tempi
Le origini del vino Novello hanno davvero radici profonde se, volendo scomodare gli antichi, l’attuale vino novello lo paragoniamo al “doliore” dell’epoca di Lucio Giunio Moderato Columella: questo vino era bevuto subito, diversamente dal vino nuovo dell’annata detto “horum” che invece andava bevuto a partire dalla primavera successiva alla vendemmia.
I “dietologi” dell’antichità, consigliavano spesso vino giovane, più soffice, leggero e più facilmente bevibile, caratteristiche nelle quali si potrebbe riconoscere il novello odierno.
Bisogna tenere in ogni caso presente delle differenze sostanziali tra il vino “nuovo”, dei secoli passati, dal vino novello come lo interpretiamo oggi.
La gran varietà di vitigni, interessati alla produzione di vino novello, in Italia, lo rende particolarmente interessante da scoprire nelle sue diverse espressioni pur mantenendo le caratteristiche fondamentali conferite dalla fermentazione dell’uva intera in speciali tini, dove si riesce a far avvenire la trasformazione del succo d’uva in vino, all’interno dell’acino stesso, in un ambiente saturo d’anidride carbonica, con un procedimento denominato appunto “macerazione carbonica”.
Come ogni anno, sono molti gli affezionati consumatori che aspettano trepidanti la data del 6 Novembre; molti sono stati, nel tempo, anche coloro che hanno cercato di denigrarlo, arroccati nella tradizione dei vini maturi, incapaci di accettare le sue peculiarità.
L’appassionato degustatore, curioso di esplorare sensazioni nuove, desideroso d’esperienze gustative anche audaci, è capace di distaccarsi dalle proprie abitudini ed essere in grado di cogliere le espressioni migliori di ciascun vino. Peraltro, le esigenze alimentari attuali, ben lontane da quelle dei nostri avi, impongono la necessità di gustare vini meno strutturati e non per questo senza personalità.
La qualità del vino novello, in questi anni, ha raggiunto livelli molto interessanti, oggi abbiamo a disposizione una scelta di vini molto gradevoli, dal colore rosso rubino intenso, freschi, fruttati, moderatamente alcolici e persistenti. Tali livelli qualitativi, sono tutt’altro che facili da raggiungere, anche con l’ausilio della più qualificata professionalità e delle migliori tecniche enologiche.
Il vino novello rappresenta il preludio alla nuova annata, l’espressione più viva da cogliere nell’immediatezza del dopo vendemmia.
Non per questo, se ci si dimentica una bottiglia di vino novello, nella cantinetta di casa, vada poi a male, tutt’altro, l’unico inconveniente è che con il tempo il vino matura e assume le caratteristiche evolutive che indesiderate in un novello.
“…novellando, novellando i sapori dell’autunno si vanno gustando!”
Le brume autunnali, il caldo tepore della cucina di casa, l’intenso profumo dei funghi, l’avvolgente aroma dei tartufi, la fumante polenta e le pietanze più ricche di spezie, la buona compagnia degli amici più fidati, invogliano ad indugiare in qualche calice del rubino nettare, il gioviale ed intenso vino novello.
Remo Pàntano