
Meeting UNIONESOMMELIERS
Torino, Villa Gualino, 24 settembre 2007
"L'esperto sommelier professionista, interprete delle nuove tendenze del gusto"
Torino, 24 settembre 2007. Nella prestigiosa cornice di Villa Gualino, si è tenuto il Meeting promosso dall’Unionesommeliers. Tutto ciò è stato reso possibile grazie all’organizzazione precisa ed accogliente coordinata dal vicepresidente dell’Unionesommeliers e F&B Manager di Villa Gualino Michele Colucci e dal main sponsor torinese “Amaro Zeroundici” di Andrea Andolfi. Argomento principe la figura del sommelier professionista come interprete delle nuove tendenze del gusto.
Al tavolo dei relatori erano seduti il presidente dell’Unionesommeliers Franco Chiappi, noto ristoratore (“Il Labirinto” a Brescia), il giornalista scientifico e tecnologico Luca Bernardelli (collabora con Panorama, Tempo Economico, Bell’Italia, Bell’Europa, IN Viaggio, TGcom, Lifegate, Giovani Genitori, Total Computer) e, come moderatore, l’enologo, giornalista e direttore della rivista online Triclinio Remo Pàntano. Autorevoli rappresentanti del variegato mondo che ruota attorno al comparto vino erano presenti in sala pronti analizzare il tema. Il dibattito si sviluppa su tre aspetti evidenziati dal dott. Bernardelli: la professionalità e la qualità dei sommeliers professionisti e la loro capacità di comunicazione.
A questi interrogativi hanno dato il loro parere i partecipanti al simposio: di seguito una breve sintesi.
Il presidente Chiappi, dalla sua esperienza di ristoratore, vedrebbe il sommelier quale figura professionale di consulente/consigliere, con la capacità di saper far ruotare tutti i vini proposti dal ristorante; a fronte del fatto che “bisogna conoscere il cibo per poter consigliare il vino giusto!”. Immediate ed interessanti riflessioni vengono da Franco Ganora, esperto selezionatore di vini e distillati del mondo, sommelier professionista e titolare della Bival di Casale Monferrato il quale fa notare come probabilmente pochi ristoranti possono permettersi un sommelier professionista e come “troppi ristoranti propongono carte vino che sono solo fotocopie e non frutto di selezione”. Altro spunto interessante e, forse, a volte sottovalutato ce lo propone Luca Formentini, esperto produttore e patron di Podere Selva Capuzza nel comune di Desenzano d/Garda: il sommelier, non correttamente preparato e senza i giusti strumenti di comunicazione, può mettere in soggezione il consumatore, inondandolo di termini e fraseologie che disorientano, e spesso non sa creare curiosità ed interesse nel cliente, trasformandosi così in un potenziale nemico del vino.
Osservazioni importanti che spostano il focus su chi fa formazione, scuole ed enti pubblici, ma anche le note associazioni presenti sul territorio nazionale: maggiore responsabilità e presa di coscienza dei docenti dell’importanza di un insegnamento meno vocato allo “spettacolo”, ma più concreto e vicino al consumatore e al produttore. Anche perché non esisterebbe consumatore se non ci fosse il produttore e viceversa.
A tal proposito le parole del presidente dell’Unionesommeliers, Chiappi, sono illuminanti sulla mission dell’Unionesommeliers “nata dalla volontà di mettere insieme le esperienze dei professionisti, Chef de Cave e Maestri del servizio dei vini, vuole essere l’organizzazione professionale di categoria dei sommeliers italiani ed intende rappresentare tutti coloro che lavorano veramente, con tanta fatica e buona volontà, quotidianamente, con competenza nella selezione, negli abbinamenti e che sanno consigliare e far apprezzare la nobile e antica bevanda, il vino, per valorizzare l’opera della cucina.” A sostegno di ciò anche l’intervento di Giorgio Perini, esperto sommelier torinese, il quale denuncia la carenza di formazione di molti corsi e pone l’attenzione sul vino da bere piuttosto che quello da celebrare.
Nota positiva e che ha accomunato tutti, viene dalla dott.ssa Maria Luisa Alberico, direttore di DonnaSommelier, la quale pone l’accento sul futuro ricco di interessanti prospettive per il sommelier al femminile. Le donne, grazie ad innate doti di sensibilità, ma anche, perché no, di sensualità, riescono a trovare sfumature, fragranze e sensazioni non immediatamente rilevabili. La nuova frontiera del vino passa senz’altro anche attraverso l’universo femminile.
L’Unionesommeliers, come ha ricordato il dott. Pàntano, si batte per creare nuovi spazi di impiego per questa figura professionale, uomo o donna che sia, che non deve più essere interpretata solo come” il cameriere addetto ai vini”, ma bensì nel suo vero ruolo di professionista della selezione, della proposta e della vendita del vino. Creare lo spazio lavorativo significa anche suggerire al comparto dell’ospitalità, della ristorazione e dell’enogastronomia, da quali fonti di risorse economiche reperire il necessario investimento, per disporre di questa professionalità. L’auspicio di tutti i presenti è quello di migliorare la sinergia fra le diverse esigenze di ciascuno: il produttore, il ristoratore, il sommelier e naturalmente il consumatore.
A conclusione dei lavori sono stati consegnati gli attestati dell’Unionesommeliers a Franco Ganora e a Luca Formentini. Un ottimo buffet ha deliziato i palati dei presenti ed ha permesso di degustare i vini di Selva Capuzza dell’Azienda Dezzani. L’Amaro Zeroundici ha degnamente concluso i lavori.
L’appuntamento per tutti è al prossimo convegno con la concreta speranza che ulteriori passi avanti siano stati fatti per una più corretta visione ed informazione del mondo enogastronomico.
Mario Sparacino