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Lo Stile, le Emozioni e le Seduzioni del vino

Lorenzo Zonin analizza un anno di vinificazione e ne trae alcune riflessioni

 

Anche i produttori hanno un'anima: ebbene si, è vero! Troppo spesso, quando teniamo in mano una bottiglia di vino, non ci soffermiamo a riflettere su tutto ciò che ha permesso la produzione del meraviglioso nettare. E fra le cose, più o meno tecniche o tecnologiche, c'è anche l'anima e le emozioni di colui che quel vino l'ha pensato, immaginato, già gustato con la mente. Ecco perchè qui di seguito trovate le riflessioni di un giovane produttore, ma "figlio d'arte", che ci rende partecipi di tutto ciò.

Il protagonista è Lorenzo Zonin di Podere S.Cristoforo, un binomio che già trovate su Triclinio nell'articolo dedicato a Memowine, la retroetichetta con una fascetta, contenente informazioni sul vino appena gustato, asportabile e soprattutto da conservare.

Ma lasciamo spazio alle riflessioni del nostro amico Lorenzo.
Mario Sparacino

Diario di un produttore:
“La seduzione dell’imprevedibile”

Vorrei condividere con le persone più care alcune riflessioni sul vino, pensieri e sensazioni che nascono dall’analisi di un anno di vinificazione che si è concluso con l'imbottigliamento dell’annata 2007 di Podere San Cristoforo.

Oggi è possibile guidare un vino verso uno “stile” ben definito, con precise caratteristiche di morbidezza ed aromaticità. Ci sono centinaia di variabili tecniche che possono essere scelte per ottenere un certo tipo di vino. Si tratta di procedure che è necessario seguire per ottenere vini piacevoli senza difetti e soprattutto che rispecchiano l’idea che il produttore ha del suo vino. Lo “stile” è molto importante perché porta l’eno-appassionato a riconoscere il proprio gusto in quello del produttore. La mancanza di uno “stile” può essere un problema per il consumatore in quanto non gli permette di sapere in anticipo se quel vino incontrerà o meno il suo favore. Spesso si pensa che la stessa varietà coltivata nello stesso territorio porti ad un vino con un preciso sapore, e si è spesso delusi nel constatare che questo non avvenga.

Perciò l’appassionato si affeziona al vino di un produttore, che in genere mantiene uno “stile”, piuttosto che al vino di una zona ben definita. Sicuramente la coerenza di “stile” per un’intera regione viticola porterebbe al successo tutti i suoi produttori.

Ma lo “stile” di un vino per un appassionato produttore è solo una parte del “far-vino”. Non vorrei essere frainteso, non è facile ottenere vini tecnicamente ben fatti, ed oggi è probabilmente una condizione necessaria.

Ma ho bisogno di raccontarvi che l’emozione è capire che si può andare al di là dello “stile”.

Vorrei farvi partecipi della mia idea di vino: un prodotto vivo che, nonostante le scelte attente, non può essere rinchiuso nella “stanza della tecnica e del controllo”. Il vino segue sempre il suo naturale percorso, ed è questa la parte più curiosa ed interessante. Per similitudine potremmo dire che la specifica educazione di un uomo non lo condurrà ad un futuro ben definito. Così è per il vino.

Ora quel vino, del quale ho sempre nutrito una chiara idea, riposa nella bottiglia e vorrà mostrarsi nelle sue molteplici espressioni.

In altre parole, l’anima di un vino non può essere cambiata radicalmente, dipende dalla natura di ogni varietà d’uva, dall’annata e dal territorio (considerato come quintessenza del vino). Siamo così abituati ad un approccio conoscitivo di causa-effetto che non proviamo più emozione per i risultati. Il vino può ancora stupirci, questa sua dimensione ignota lo rende uno dei prodotti più speciali del mondo.

Ringrazio di cuore Giuseppe Zonin, Franco Giacosa, Osvaldo Allegro, Davide Elisei, Eugenio Bellino, Dario Faccin, Mathieu Huguet e tutti coloro che hanno contribuito a realizzare questo sogno.

Lorenzo Zonin
www.poderesancristoforo.it

 

dalla Redazione

 

03.07.2008 | Home | Archivio