
Le riflessioni di Giorgio Losi sul comparto vino
La difesa del patrimonip "vino": nessuna campagna demonizzatrice!
Con piacere pubblichiamo ed invitiamo ad un'attenta lettura, l'articolo che l'amico Giorgio Losi, Presidende del Movimento Amici del Vino, ha scritto nella sua rubrica "Vinum Nostrum". Una riflessione che non può lasciare indifferenti i consumatori, gli addetti ai lavori ed il legislatore. Ma lasciamo spazio alle parole di Losi.
E’ opportuno ricordare che in Italia, il valore nazionale del prodotto nell’ultimo anno 2008 del comparto vitivinicolo, è di oltre 13 miliardi di Euro di cui 4 miliardi entrano dalle esportazioni con qualche milione di addetti.
Dobbiamo quindi difendere e tutelare tale patrimonio, promuovendo e sviluppando ulteriormente i luoghi di origine, promozionando il settore vitivinicolo sapendo che attualmente deteniamo il primato mondiale in quantità e forse anche in qualità globale, un primato che si potrà mantenere con l’apporto di tutti.
Sono d’accordo che ogni pubblico locale dovrebbe avere l’etilometro per misurare i limiti realistici di ogni consumatore onde evitare di punire a caso criminalizzando il vino e basta.
Dove sono i produttori del vino? Non li vedo e non li sento. A che serve essere dei buoni vignaiuoli se poi non si permette la degustazione in maniera adeguata? Questa eccellenza creata da tradizioni e da professionisti con un impegno di tempo e di denaro e molta costanza merita la massima attenzione. Non si può pensare esclusivamente alle guide, ai punteggi e ai vari riconoscimenti per fare solo business alzando così il prezzo delle bottiglie, per poi non dare la possibilità di consumare al giusto prezzo. A cosa servono le tutele DOCG - DOC - IGT se poi si impongono freni e limiti che non consentono un adeguato consumo?
Faccio presente una ricerca dell’osservatorio “Amore e Cibo di Meetic “, il più importante sito on-line europeo: da un’indagine svolta dice che il 66% delle donne intervistate preferiscono consumare il vino italiano durante pranzi e cene invece di altre bevande sentendosi così estremamente seducenti sin dal primo appuntamento.
Come si spiega inoltre che, a proposito dei limiti sull’alcool stabiliti a livello europeo, l’Inghilterra ha un parametro previsto a 0,8 per i conducenti automobilistici, rispetto al parametro medio europeo di 0,2? Ribadisco che non condivido e non trovo logico porre limiti uniformi di qualsiasi misura poiché ciascuno ha un proprio limite personale sulla base dei riflessi reattivi. Il legislatore non si può considerare assolto con soli provvedimenti punitivi che vanno ad incidere sulle libertà personali, sulla proprietà e sull’economia di ogni singolo cittadino. Il guidatore ubriaco si combatte in altro modo, innanzitutto diffondendo l’educazione alle buone regole e al consumo moderato con senso di responsabilità civile e sociale. Perciò è necessario e molto importante che i tutori dell’ordine pubblico usino il buon senso sapendo ben distinguere gli automobilisti pericolosi e quelli non, senza adeguarsi passivamente ad applicare provvedimenti nevrotici nel rispetto delle leggi esistenti che a volte sono ingiuste come le sanzioni talora esagerate.
Tale applicazioni il più delle volte sono esclusivamente un vantaggio per comuni spreconi o per altri ente irresponsabili verso l’aspetto economico. In questo clima di proibizionismo e di terrorismo mediatico spesso si dà la colpa al vino quando invece le cause sono di altra natura. Mi piacerebbe avere qualche spiegazione in proposito considerando che molti sostengono vi siano degli interessi diversi che esulano da quelli del vino. Il consumo del vino ha subito un calo quantitativo passando dagli 80 litri pro-capite degli anni ‘80, ai 46 litri di oggi poichè è maturata una conoscenza di qualità nei consumi grazie ad un’autoregolamentazione messa in atto dai consumatori stessi perciò il Ministro della Salute e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi dovrebbe essere informato di tale andamento e di conseguenza trarne le dovute constatazioni e conseguenze per meglio utilizzare parametri e limiti a vantaggio dei consumatori maturi ed equilibrati e far sì che i giovani squilibrati ed altri possano prima venire educati e poi puniti solo quando si sia in presenza di posizioni pericolose.
E’ notizia dei giorni scorsi che in Canada è stato dato il via ad un progetto pilota che consente il consumo dell’alcool e del vino nei cinema con degli addetti che hanno il compito di venderlo, in sala, prima della proiezione ai soli maggiorenni che esibiscono il ticket prepagato acquistato alla biglietteria al prezzo di 5 Euro. Anche in Ontario nei teatri sono state concesse licenze per la somministrazione degli alcoolici.
E in Italia che si fa? Che si fa? Lascio a voi ogni commento. Sempre con voi e per voi tutti.
Alla prossima
Esperto Commerciale, Consulente, Sommelier e Agente di Commercio.
Losi Giorgio