
Fine mescitore
Guai al sommelier che mente sapendo di mentire
Da trenta anni, ahimé, guadagno il companatico con il vino e prima ancora: studente di enologia e figlio di una famiglia di vinai! Poi la passione, l'approfondimento degli studi in enologia, l'esercizio dell'attività di tecnico e...l'ossessione di essere anche gastronomo o dotto-goloso ed infine, perchè no, sommelier. E dopo tanti anni, ancora mi domando: ma al produttore ed al consumatore quale tipo di intermediario serve, per promuovere, per far conoscere e per vendere il vino?
Il fine mescitore, esperto, modesto ma convincente oppure il fine mentitore, arguto, telegenico, carismatico, dalla corvina e luccicante marsina, dalla frase da manuale dell'indecifrabile. Chi è, sto benedetto sommelier e chi si può definire veramente professionista, quale futuro si prospetta per questa attività?
Remo Pàntano